Ai bei tempi del MS-DOS con Illy


Il punk non è morto, e neanche il DOS.
Ho un PC all’inizio degli anni ’90, un 386 dall’aspetto piuttosto desolante con pochi kilobytes di memoria. Dopo varie vicissitudini, però, un bel giorno in cui il sole splende alto e gli uccellini cinguettano allegri, entra in casa mia un “nuovo” 486 SX2-66 splendente, con addirittura megabytes di memoria e una SoundBlaster. Con una sì tale potenza sprigionata, mi posso far catturare dai giochi per MS-DOS… ed è fantastico.

ms-dos
X-Wing, TIE Fighter, le avventure LucasArt, Doom e molti altri prendono il controllo della mia vita… e dei miei soldi che uso per acquistare software illegale dai pirati locali, naturalmente.
È interessante notare, però, che all’inizio non è MS-DOS di Microsoft, anzi, è ma non è, perché non viene nominato in quel modo.
Nel 1980, il sistema operativo dominante è il CP/M di Digital Research concepito per il processore z80. Quasi nello stesso momento, il signor Tim Patterson crea il sistema operativo Quick and Dirty (QDOS) che poi non è altro che un clone del CP/M con un file system migliore fatto apposta per il nuovo processore appena uscito all’epoca: l’8086.
In generale, a questa cosa nessuno ci fa molto caso, almeno fino a quando IBM decide di costruire un PC basato proprio sull’8086.
Il nuovo prodotto IBM adesso ha bisogno di un linguaggio di programmazione e di un sistema operativo. Il linguaggio, ok, lo si può comprare da un piccolo fornitore di software indipendente chiamato Microsoft, ma dove trovare un valido sistema operativo?
La risposta è ovvia, e la fornisce lo stesso Bill Gates che indica ai dirigenti IBM il tizio migliore sulla piazza in quel momento: il creatore del CP/M e fondatore della Digital Research, Gary Kildall.
Quello che succede dopo dipende molto da dove uno vuole riporre la propria fede. C’è chi crede che Kildall preferisce uscirsene di casa per farsi un voletto sul suo aereo privato piuttosto che farsi trovare dai ragazzi di IBM per contrattare, e chi crede che IBM andò a sbattere contro la ritrosia della moglie di Kindall che si rifiuta di firmare un accordo di non divulgazione. Boh? Fatto sta che il CP/M non diventa il sistema operativo nativo dei PC x86 e IBM si ritrova con le chiappe al vento.
Messi alle strette, i ragazzi di IBM tornarono alla carica con Microsoft e le chiedono aiuto ( per la seconda volta ) al fine di trovare un dannato sistema operativo per la loro macchina nuova, e lì si verifica l’allineamento ancestrale perfetto. Paul Allen, l’altro co-fondatore di Microsoft, è a conoscenza dell’esistenza del QDOS e così succede che, nel 1981, Microsoft acquista il QDOS per circa 50.000 paperdollari, lo adatta alle macchine IBM e lo ribattezza MS-DOS.
In breve tempo, IBM lo rende uno dei sistemi operativi disponibili sul suo PC ma con una particolarità fondamentale: è il più economico di tutti. Quella concessione è la base su cui Microsoft fonderà il suo impero.

Con la puntata di oggi Atariteca esplora con nostalgia quei tempi pioneristici di MS-DOS e coltellate alla schiena, e lo fa avvalendosi dell’aiuto di Illy, il tenutario del podcast FACCIAMO DOS CHIACCHIERE. Mai interlocutore fu più azzeccato.

Buon ascolto.


Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con sé stesso e non falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai videogiochi vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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