Scusate Il Ritardo: BATMAN di ATARI GAMES

Il primo film di Batman me lo ricordo bene, se non altro per quella massiccia campagna pubblicitaria che ne precedette l’uscita.
Tutti quegli adesivi del logo che la gente appiccicava alle macchine e ai motorini. Tutte quelle magliette nere con il logo giallo davanti, inizialmente distribuite gratuitamente sulla spiaggia e poi diventate un vero e proprio capo di tendenza che tipo se non ce l’avevi eri uno sfigato figlio della schifosa. Tutti quegli annunci sparati alla radio e alla TV. IL DIRIGIBILE con il simbolo di Batman che galleggiava placido nel cielo estivo. Aaaah. Insomma, nell’estate del 1989, l’hype si poteva misurare solo in PARSEC e io, come tutti gli altri miei amichetti brufolosi/debosciati, non vedevo l’ora di andare al cinema a godermi questo film, che vivere senza farlo sarebbe stata una condanna all’emarginazione giovanile.
Poi in autunno il film di Batman di Tim Burton arrivò nelle sale, e con il mio amico alternativo che voleva cambiare il mondo (e che poi è diventato geometra), ci facemmo due canne, ci scolammo un numero imprecisato di birre e ci spalmammo sulla prima fila di poltroncine, così sotto lo schermo da lussarci le vertebre cervicali.
Allo spettacolo delle 20.30 il cinema era strapieno.
Nella sala un brusio incessante, come quello di un nido di vespe incazzate. Io e il mio amico alternativo, carichi di pop-corn, coca-cola e altre sostanze illegali eravamo due cavalli al Palio di Siena che schiumavano per la Mossa.
Questo per farvi capire quanto hype ci fosse in quel 1989, e per farvi capire quanto poco ce ne fosse rimasto due anni dopo, quando in sala giochi Atari Games pubblicò la conversione ufficiale del film.
Vi devo fare una confessione, le informazioni disponibili su questo videogioco sono pochissime ma io ho voluto farci lo stesso sopra questa prima puntata della terza stagione di Atariteca. L’ho fatto sostanzialmente per iniziare con il piede giusto, per far capire bene ai nuovi ascoltatori di che pasta è fatto questo podcast, perché, signori miei, QUESTA è ATARITECA, e tutti gli altri copiano. Understand?

batman

Il film di Tim Burton del 1989 dedicato a Batman è un’altra di quelle cose che, quando ci penso, mi fanno sentire come un vecchio di 10.000 anni. Volente o nolente, Batman è stato uno dei più grandi eventi della cultura pop della mia giovinezza. Quando avevo 17 anni e lo andai a vedere, mi sembrò il miglior film mai realizzato da mente umana, uno degli eventi più importanti della storia dopo la nascita di CRISTO. Non mi bastò vederlo una volta sola, ci ritornai altre due, anche perché alla fine riuscii a vederlo da lucido solo l’ultima. Insomma, questo film era come Natale, Capodanno, e l’ultimo giorno di scuola fusi insieme, un avvenimento di quelli memorabili che al giorno d’oggi, quando lo ridanno in TV, suscita nei quarantenni un senso di comunità.
Eppure eccomi qui che ne riparlo, a distanza di 32 anni, dopo che Christopher Nolan con la sua nuova trilogia lo ha eclissato, e Snyder ha tentato di bullizzarlo senza riuscirci. Nolan e Snyder hanno comunque tirato su l’asticella, hanno alzato la soglia, e adesso il MIO Batman, a confronto con quelli nuovi, sembra antiquato e scadente come lo era il vecchio Adam West degli anni ’60 a confronto con Michael Keaton nel 1989.

 

Il Batman di Tim Burton era un progetto superstar ad alto budget, studiato a tavolino per far guadagnare milioni di paperdollari alla Warner Bros.
Vedendola in questo modo, ha molto più senso capire perché questa produzione abbia avuto ben due colonne sonore anzichè una come da prassi. Una di Prince e una di Danny Elfman.
Prince, al tempo anche lui sotto contratto con la Warner, venne scelto per musicare la colonna sonora per via di quel mezzo flop che era stato il suo ultimo album “Lovesexy”, che non era andato male a livello prettamente musicale, molti critici lo apprezzarono, ma in termini di vendite al pubblico aveva registrato una robusta flessione che poi era stata confermata anche dalle diminuite presenze durante le date del tour americano.
Da buon gestore di se stesso, il principe accettò subito l’incarico. Lui, accoppiato al lancio del franchise cinematografico dell’eroe DC Comics, avrebbe avuto buone probabilità di riguadagnare il terreno perduto e contemporaneamente portare nelle casse di casa Warner camionate di paperdollari.
Il singolo “Batdance” fu un grande successo nell’estate del ’89, si piantò in cima alla classifica dei singoli già dal mese di settembre. Oggi, è considerato semplicemente un madley di fine anni ’80 molto molto facile e ballabile. Non ci sono dubbi che il pezzo cavalcò al top delle classifiche sull’onda della popolarità di Batman, ed è la canzone più apertamente Bat-centrica dell’intero album. Se per caso adesso vi sembra un po’ ridicola è perché, alla fine, è strettamente legata a un film che la cultura pop ha ormai messo da parte.

Ma torniamo a noi e al fatto che il 1989 fosse l’anno del pipistrello. L’anno in cui veniva rilasciato un cinecomics ( al tempo questo termine non era stato neanche inventato ) ad altissimo budget non considerandolo una baracconata da poveracci anche se a confrontarlo con quelli di oggi un po’ lo è diventato.
L’anno in cui un doveroso videogioco tie-in avrebbe dovuto colpire violentemente le sale giochi di tutto il mondo ma, ahimè, non fu così.
Perché? Eh, bella domanda ascoltatori di Atariteca. Siete sempre sul pezzo. Vi rispondo subito. Via, PROVO a rispondervi. Negli anfratti più oscuri di internet si favoleggia che fra le innumerevoli clausole che vessarono i contratti relativi alla lavorazione di questo film, ce n’era una che imponeva il rilascio del videogioco solo dopo previa approvazione di Jack Nicholson in persona, e lo sapete quant’è capriccioso il buon Jack, vero?

Per ben due volte Nicholson rifiutò il videogioco di Atari, il ché portò a un clamoroso ritardo nella pubblicazione. La terza volta fu quella buona ma fra una questione è l’altra, nonostante nei titoli sia datato 1990, il videogioco riuscì ad arrivare in sala giochi solo nell’Aprile 1991 e neanche con un cabinato suo ma solo sotto forma di Kit di conversione.

Purtroppo, quelle che vi riferisco sono solo voci, niente di ufficiale, anche perché se veramente fosse andata così, perché mai Nicholson avrebbe approvato subito le versioni di SunSoft e Ocean? Ma di questo ne parleremo dopo.
Batman fu anche il primo e unico videogioco del fantomatico Numega Team. I Numega erano un team interno ad Atari Games di cui non esiste praticamente nessuna fonte di informazione se non la lista dei componenti ( che non vi sto ad elencare qui adesso ) e il fatto che prendessero il nome dai Laboratori Numega, una sezione del complesso di Atari Games nominato così per qualche oscuro motivo.

 

Il gioco di per sé non è malaccio. Se lo si affronta con la predisposizione d’animo di trovarsi davanti a un incidente all’incrocio fra Double Dragon e Rolling Thunder non fa poi così male, ma vuoi il fatto di aver perso il traino del film con due anni di ritardo, e di non rappresentare niente di particolarmente innovativo in termini di giocabilità, il Batman di Atari passò completamente inosservato. Il fatto di riprodurre numerose clip audio e video dal film originale non riuscirono a fargli guadagnare quell’attenzione che sicuramente due anni prima lo avrebbe incoronato re delle sala giochi.
Una nota personale: nel gioco sono presenti delle sessioni alla guida della bat-mobile e del bat-wing che ho trovato molto interessanti. Il gioco è infatti tranquillamente emulato dal Mame quindi potete recuperarlo quando e come volete. Anche il finale differisce sensibilmente da quello del film. Nell’ultimo livello, quando Batman affronta il joker, a suon di sganassoni lo deve buttare giù dal tetto della cattedrale mentre, vi ricorderete, nel film il Joker precipita mentre tenta di fuggire aggrappato alla scaletta dell’elicottero.

 

Come detto prima, il gioco non fu un successo. Meno di 1000 kit di conversione vennero venduti da Atari Games in tutto il mondo conosciuto, nelle altre dimensioni ancora non so ma se volete mi organizzo.
Di sicuro era uno dei giochi preferiti del compianto Michael Jackson perché durante l’asta in conseguenza della sua morte, un cabinato di Batman Atari era lì, fra i suoi videogiochi.
Se come me vi siete chiesti se esista una conversione per una qualche console o Home computer dell’epoca che magari avete giocato in quei tempi privi di rughe, beh, sappiate che NO. Non esistono conversioni dirette di questo videogioco.
Dopo il film di Tim Burton, i videogiochi dedicati a Batman cominciarono a comparire sulle piattaforme di gaming a cadenza regolare fino ai giorni nostri, ma di questo gioco non v’è traccia. Questo perché al tempo i diritti di conversione del film vennero venduti a Sunsoft e Ocean che si spartirono la pubblicazione sulle piattaforme dell’epoca e crearono delle loro propri versioni. Oè, ataritecari, mica avevano tempo di aspettare Atari che sarebbe arrivata due anni dopo, vero?


Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con sé stesso e non falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai videogiochi vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

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