Un fuggente anno in GENIAS con ALBERTO FRABETTI

Genias

 

Trenta anni fa avevo diciannove anni ed una penosa esistenza borderline in provincia.
Per me il lavoro di un programmatore, o di un editore, era sempre meritorio. Era gente che si faceva il culo per portare i videogiochi prima in sala giochi e poi nei salotti di noi Ggiovani, che si dava da fare per dispensare perle di creatività a gente che tendenzialmente li snobbava in favore del puro intrattenimento che apportava il loro prodotto in un risicato lasso di tempo.

Era obiettivamente un altro mondo.

Andavi nel tuo negozietto di fiducia e lo trovavi affollato di una decina di clienti culturalmente interessati, cinque dei quali (quelli seri) erano pienamente consapevoli di cosa stavano cercando, e di questi ultimi ce n’erano almeno tre (quelli hardcore) che seguivano la carriera di questo e quel programmatore. Si dividevano quasi equamente tra puzzoni asociali coi capelli lunghi e unti, e ragazzotti cool con ragazze al seguito che si facevano di videogiochi perché era un ottima scusa socialmente accettata dai genitori per rinchiudersi con la propria signorina in camera da letto e darci dentro.
Con il cambio del millennio gli uni e gli altri non sono sopravvissuti, per la verità neanche il negozietto di fiducia è sopravvissuto. Una nuova stirpe di videogiocatori ha trovato un modo piuttosto figo di vivere facendosi un account Steam, un PC da urlo a casa, e rinunciando vita natural durante a qualsiasi coinvolgimento in affari che riguardassero l’umanità; altri hanno iniziato a scribacchiare per riviste e blog e beccarsi qualche lode sperticata ma spesso infondata.

A quasi nessuno interessa più dei vecchi videogiochi e dei vecchi programmatori, tanto meno delle vecchie software house, figuriamoci poi se sono italiane.

Ecco.

Se siete capitati anche per sbaglio qui in Atariteca sappiate che il sottoscritto è sempre in fortissima controtendenza e per questo motivo oggi ci trovate un intervista ad Alberto Frabetti. Unbrillante programmatore che ebbe modo di militare in Genias, quella evoluzione di Italvideo capeggiata dalla famiglia Armati.

Alberto Frabetti è rimasto poco in Genias ma la ha praticamente vista nascere e per la parrocchia ha pubblicato due videogiochi: Vardan e Dragon’s Kingdome.

Ho pensato che avesse qualcosa di interessante da raccontare, gli ho chiesto un intervista e, sorpresa-sopresa, Frabetti è stato ben contento di concedermela. Eccola a voi di seguito


Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arriva su un cargo battente bandiera liberiana e si installa nel posto più vicino al distributore di merendine. Nel suo passato ci sono progetti multimediali falliti in collaborazione con Makkox, progetti multimediali falliti in collaborazione con falliti, tre libri scritti in collaborazione con sé stesso e non falliti. Atariano della prima ora, gli piace molto giocare ai videogiochi vecchi e nuovi. Tutte le notti guarda le stelle e aspetta che arrivino gli UFO.

Il Blister di Retrogaming

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