InvinciBOLL: la passione di Uwe Boll

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uwe boll

All’interno di un fatiscente casinò di Vancouver, Uwe Boll saltella in uno spogliatoio improvvisato, facendo spettacolo per la folla di giornalisti radunata davanti a lui. La sua faccia da bulldog è increspata dalla rabbia mentre sferra un feroce gancio destro al sacco.
A pochi passi di distanza, nell’anfiteatro della Plaza of Nations, i canti di centinaia di spettatori assetati di sangue sono già iniziati.
In pochi minuti, loro, insieme ai migliaia su Internet, assisteranno a uno spettacolo bizzarro.
Uwe Boll, molto probabilmente il peggior regista del mondo, entrerà su un ring di pugilato per difendere il suo onore – e la sua professionalità – combattendo contro una manciata di critici del Web che egli sostiene stiano distruggendo la sua carriera.
Ma chi è Uwe Boll?
Coloro che non hanno familiarità con il suo nome, beh, dovrebbero averla. Il cinquantaseienne regista tedesco era specializzato in adattamenti ultraviolenti dei videogiochi più venduti, e nel giro di pochissimi anni ne ha sfornati a profusione.
A lui si deve l’adattamento di House of The Dead, l’Atariano Alone In The Dark, il primo Far Cry, e Postal”, per dire.
La specialità di Boll era scegliere franchise di videogiochi che avessero un buon numero di affezionati e quindi, in qualche modo, riuscire a scritturare attori di alto profilo (Sir Ben Kingsley appare inspiegabilmente come un signore dei vampiri nel film BloodRayne, mentre Ray Liotta e Burt Reynolds appaiono nella versione per il grande schermo del gioco “Dungeon Siege”).
Boll è anche un abile uomo d’affari. La sua società di produzione, la Boll KG, sfrutta una scappatoia fiscale tedesca, quindi anche quando gira un film in lingua inglese in Canada (come ha fatto con Postal ), i suoi finanziatori ottengono una grossa sovvenzione dal governo tedesco.
Come un moderno Ed Wood, o un Michael Bay povero ( decidete voi ), Boll sembra competente in ogni aspetto del cinema tranne che nella realizzazione del film vero e proprio.
La supplica proveniente dai ogni angolo del web è: “Per favore Uwe, smettila di fare film!”.

Dopo aver ascoltato questo podcast starà a voi consegnare Boll all’oblio o alla leggenda.

uwe boll

 


Simone Guidi

Uomo di mare, scribacchino, padre. Arrivo su un cargo battente bandiera liberiana e mi installo nella cultura pop anni 80/90. Atariano della prima ora, tutte le notti guardo le stelle e aspetto che arrivino gli UFO.

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